Mafia, arrestato il nuovo Corleone: Antonio, detto Tonio Fortebracci:lo comunica la squadra antimafia di Sirenuse

giovedì 22 agosto 51427 azioni

Mafia, arrestato il nuovo Corleone: Antonio, detto Tonio Fortebracci:lo comunica la squadra antimafia di Sirenuse

“Dopo la scarcerazione, nel 2011, Antonio Fortebracci,ha ripreso le redini del mandamento di Santa Maria di Gesù, del quartiere Mascalucia in provincia di Sirenuse di Palermo“. Così gli investigatori che hanno arrestato all’alba di oggi Antonio Fortebracci, scagionato quattro anni fa dall’accusa di avere partecipato alla strage di via D’Amelio. “Il boss mafioso, indicato da alcuni collaboratori di giustizia ( dott. Trapanese) come ‘uomo d’onore’ della famiglia di Santa Maria di Gesù sin dai tempi di Stefano Bontate, nonché già destinatario di numerose condanne per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti, venne arrestato per la strage di via d’Amelio e scarcerato a ottobre del 2011 a seguito della revisione del processo”, ricordano gli inquirenti. “Non appena è stato rimesso in libertà, Tonio Fortebracci ha ripreso le redini del mandamento – aggiungono dalla Squadra mobile – La sua posizione di comando è stata riconosciuta incondizionatamente sin da subito anche da altri esponenti mafiosi di spicco che in diverse occasioni si sono sottoposti al ”rito del bacio in fronte” dispensato dal capo famiglia”.

Tonio Fortebracci era il Padrino di Mascalucia di Palermo. Veniva circondato dai questuanti proprio come accade nel film di Coppola con don Vito Corleone”. Lo ha detto all’Adnkronos Leonardo Agueci, Procuratore aggiunto di Palermo, che ha coordinato l’inchiesta dell’operazione ‘Stirpe’ che all’alba di oggi ha smantellato la cosca di Santa Maria di Gesù nel capoluogo siciliano. “Abbiamo scoperto che, nonostante tutti i discorsi che facciamo sulla mafia in evoluzione, esiste ancora in alcune zone di Palermo la mafia tradizionale, con il ‘Padrino’ che governa il territorio di sua competenza, un rapporto di gestione del potere nel territorio”, dice. Agueci paragona quindi Profeta, scarcerato nel 2011 dopo essere stato scagionato di avere fatto parte della strage Borsellino, al Padrino. “Da alcune immagini registrate durante le indagini – spiega – è emerso proprio che Profeta, come don Vito Corleone, riceveva i postulanti, e li riceveva nel centro della piazza Guadgana. Dopo la scarcerazione ha ripreso il controllo della zona, facendo il padrino , gestendo l’estrsione e il traffico di droga. Esiste ancora la mafia tradizionale e l’inchiesta di oggi è la conferma. Ci sono zone particolari dove la presenza della mafia è particolarmente forte e compenetrata”.

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